24 grana - metaversus - front

24 grana - metaversus - front

1999, Nel metaverso

L’evoluzione annunciata si materializza nel rock scuro di Metaversus, pubblicato dalla CGD; l’album conserva l’atmosfera tesa, densa e passionale dell’isola di Procida, che ne ha visto la nascita, e segna la maturazione della band ormai riconosciuta come un’importante realtà del panorama indie italiano, al punto che, alcuni anni dopo, la rivista Il Mucchio Selvaggio annovera Metaversus tra i 100 dischi più importanti della musica italiana di sempre.

Il biennio 1999-2000 sottolinea anche la forte propensione dei 24GRANA alla contaminazione tra generi artistici. Il videoclip del brano Stai-mai-ccà, realizzato a fumetti da Davide Toffolo, viene citato nella trasmissione Mediamente di Carlo Massarini come esempio dell’unione fra musica e animazione. Il gruppo realizza anche una videoinstallazione, intitolata Welcome-X, insieme agli artisti Bianco-Valente, ben noti nell’ambito dell’arte contemporanea europea.

CLINICA MARGOT – Angela

maggio 25, 2009

24 Grana, Ghostwriters

maggio 21, 2009

Non si può definire “rivoluzione”, ma di certo il deciso cambio di rotta in questo “Ghostwriters” è evidente. In realtà, fin dal principio degli anni 2000, la band partenopea manifestava la volontà di rallentare il ritmo, avvicinandosi a quella forma-canzone che oggi sembra essere l’unica formula in cui credere. A ricordare, infatti, i rtimi e la foga “barricadera” che ne caratterizzavano gli esordi, non racconteremmo nel migliore dei modi il significato di queste 9 tracce, istantanee di una vita che nessun telegiornale o trasmissione televisiva mai saranno in grado di mostrarci.
I 24 Grana si trasformano completamente in cantautori, quasi fosse ormai naturale utilizzare questa forma (appunto) per raccontarci le vicende di un’Italia sull’orlo del baratro. Utilizzano per l’occasione tanto l’italiano, facendosi aiutare in un caso da Riccardo Sinigallia e nell’altro da Filippo Gatti, quanto il dialetto, modalità espressiva che invece caratterizza da sempre il loro percorso. I risultati sono quasi sempre al livello delle aspettative, eccezion fatta per l’episodio realizzato proprio con Sinigallia, dove la formula delle 2 voci alternate non convince anche dopo ripetuti ascolti; sarà forse che il sottoscritto non ha mai apprezzato l’autore romano, ma il connubio non pare affatto riuscito. A differenza, invece, degli episodi in cui Francesco Di Bella si fa accompagnare prima da Marina Rei (nella bellissima “Smania ‘e cagnà”) e in seguito dall’ex vocalist degli Elettrojoyce (in “Le verità”), duetti in cui l’amalgama fra i protagonisti ci paiono decisamente più riusciti.
Non ci sono comunque solo ospiti nella quinta prova discografica del gruppo; ci sono – come sempre – i 24 Grana, con la loro capacità unica di essere ancora una volta voce fuori dal coro. Mancano forse quegli episodi in cui la formazione, musicalmente parlando, “mostrava i denti”, ma rimane la convinzione che con punte di eccellenza come la splendida “Carcere” – dove cantano “Mariscialle e guapparia fanno ‘na sola cunsurtaria“, proprio a fotografare in maniera impietosa lo stato di degrado e corruzione in cui versa quest’italietta piccola piccola, sempre più vicina al baratro – ben pochi appunti potremo muovere a un lavoro del genere.

24 grana, ghostwriters

24 grana, ghostwriters

da rock.it

Affacciatisi all’onore delle cronache musicali nel 2002 con “Il Mattino Ha L’Oro In Bocca” (ristampato poi nel 2005 con una scaletta leggermente ritoccata), gli EPO erano stati immediatamente adotatti da MTV.it come una sicura promessa nell’interessante – ma discontinuo – panorama indipendente nostrano. Non era stato difficile restare colpiti dalla materia di cui era – di cui è – fatto EPO: un progetto curato sotto tutti i suoi aspetti, dove il suono e i testi fluidificano naturalmente nell’espressione estetica dell’obbligatorietà promozionale – dalla copertina del disco alle foto destinate alla stampa. Un pensiero a tutto tondo che torna con “Silenzio Assenso”, frutto di un’autoproduzione densa di sforzi – non ultimo quello di far quadrare i conti tra le necessità dell’etichetta in proprio – la Blend’R – e le esigenze di mercato. Nonostante tutto, le fatiche fisiche non hanno intaccato di un solo grammo la potenza artistica del quintetto… Forse è meglio dirlo subito e senza mezzi termini: “Silenzio Assenso” è un disco straordinario, destinato a resistere all’usura del tempo e delle mode. Un Fatto d’Arte profondo, che condensa in 10 canzoni (e due ghost track) gli umori del Rock, della Canzone d’Autore Italiana e del Pop nelle loro accezioni migliori: quelle da ‘Lettera Maiuscola’, appunto. Piuttosto che chiamare in ballo nomi impegnativi del calibro di Fabrizio De André o Lucio Battisti – come facemmo ai tempi del debutto – vale la pena tracciare strade più battute e riconoscibili dal grande pubblico di oggi, scevri dal timore di compromettere la ‘dignità artistica’ nell’accostare la poesia sonora messa a punto dagli EPO alle liquide ballate dei Coldplay o alle intuizioni popolari dei nostri negramAro: ché il successo – a volte anche quello commerciale – ha ben ragion d’essere. Da questo punto di vista, “Silenzio Assenso” contiene più di una perla. Prima tra tutte, “Sporco”: sintesi perfetta tra cantabilità e rumore, sentimento e ritmo, ansia e catarsi. A “In Cattività” tocca svelare un mistero: il fiore interiore della discordia può avere una colonna sonora leggera. Il contrappunto del pianoforte all’invito di andare a “vedere la vita ammaestrata” è emozionante fino all’estasi di lacrime sorridenti. Con “Neve” è come se la testa si piegasse appena nel vuoto lieve imposto dalla perdita: serve un clangore di strumenti distorti a riportare il capo e l’equilibrio in asse. “Silenzio Assenso” disegna un cerchio perfetto: dallo struggimento iniziale di “Pezzo Commerciale Estivo” al congedo sussurrato di “Nella Tua Mente C’è Un Posto Segreto”, siamo di fronte a un incantesimo armonico per un mondo incompiuto. Inutile resistere alla seduzione…

da MTV.it

Epo, Silenzio Assenso

Epo, Silenzio Assenso

“Personal Train” sfugge ad una consuetudine del panorma indie italiano,quella della canonica aura di lo-fi artigianale che spesso impedisce ad alcune produzioni di avere un riscontro di pubblico e di riconoscimenti più ampio. Il disco di esordio dei napoletani Fitness Forever, pubblicato in Italia da Pippola e all’estero dalla Elefant, si fregia di una produzione ricchissima, almeno due spanne sopra, come qualità e complessità, rispetto a quello a cui siamo abituati.

Il richiamo più evidente è al pop di Burt Bacharach, alle sue orchestrazioni sontuose ed eleganti, ma c’è una fortissima componente della tradizione pop italiana degli anni ’60 e ’70, quella delle canzoni vacanziere dei film dell’epoca. Come se il beat di Johnny Dorelli vestisse un abito elegante, adatto ad una serata a base di cocktails e profumo di mare in bella vista sui Faraglioni di Capri o sul lungomare di Portofino. Si sente profumo d’estate lontano un miglio dentro questi brani, apparentemente semplici dal punto di vista melodico, ma da ascoltare con attenzione per apprezzarli nella pienezza delle architetture. Anche i testi, che distrattamente potrebbero sembrare un semplice e leggero divertissement, nascondono momenti di pura ed agrodolce malinconia, comunque sempre baciata da un sole accecante e terapeutico.

Un’operazione di ripescaggio vintage abbastanza paracula, ma decisamente vincente, in cui convivono un pugno di potenziali hit estive capaci, almeno teoricamente, di poter piacere ad un pubblico più vasto. Sorprende che il maggior riscontro del quartetto partenopeo (arrivano però fino a 10 persone nella veste live) sia da registrare all’estero (parteciperanno in luglio al festival inglese Indietracks) più che in territorio italiano. Una conferma che qui da noi la maggioranza del pubblico e dei presunti addetti ai lavori indossa i paraocchi. Evidentemente ci meritiamo Arisa e le sue canzoni da dodicenne innamorata.

Fitness Forever, Personal Train

Fitness Forever, Personal Train

presa da:
www.indieforbunnies.com

videoclip ufficiale di Beatrice Antolini relativo a FUNKY SHOW , primo singolo dell’album “A DUE” uscito il 17/10/2008.
Una Produzione Urtovox rec.
Regia montaggio e postproduzione di GRAZIANO STAINO

“In Cattività” è tratto dall’album “Silenzio Assenso”, una delle prove più convincenti che siano uscite negli ultimi anni dalla penna e dagli strumenti di un gruppo rock nostrano.

Il sole, la Spagna e il Portogallo, una strana storia di rapimenti on the road e un epilogo catartico…

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