E’ l’ultima occasione per vedere Gerardo.

No, non si tratta dell’ultima rivelazione dell’indie-rock partenopeo, né di uno dei tanti cantautori che provano ad affermarsi nel panorama musicale italiano.

Gerardo è rosso, ma la politica non c’entra niente. Nonostante questo, più persone hanno provato ad intercettare le sue telefonate per il puro piacere di gustare scampoli di una poesia metropolitana ormai appannaggio di pochi eletti. “Questa macchina qua devi metterla là”. Francesco Salvi, Gerardo, non sa neppure chi sia.

Gerardo il rosso

Gerardo il rosso

Gerardo è un omone snello e dai modi gentili che tutti i fine settimana, con amore e diligenza, si prende cura delle vostre auto mentre voi siete nel Mamamu a scervellarvi per trovare l’ennesima scusa che vi permetta di zittire la coscienza e brindare ancora una volta (giuro, questa è l’ultima!) assieme ai vostri amici, mentre fuori le luci dell’alba iniziano a rischiarare la notte. Il Mamamu, infatti, sabato chiude e va a farsi bello per il festival, al quale vi dà appuntamento per il 26 e 27 Giugno. Gerardo, invece, continuerà a parcheggiare macchine a via Sedile di Porto per tutta l’estate. Per incontrarlo e farvi salutare alla sua maniera, con tanto di fischi e pernacchie, dovrete andarci apposta. Non avrete scuse, e sarete costretti ad ammettere che Gerardo, in fin dei conti, vi è così simpatico da non poter fare a meno di lui. Per evitare che la vostra autostima ne risenta, avete un ultimo fine settimana di tempo per venire ad ammirarlo da vicino, prima che torni l’autunno. C’è sempre la scusa che siete lì per la festa di chiusura del Mamamu; o per Gino Fastidio, che con i suoi giochi di parole e le sue filastrocche ironiche e pungenti, chiuderà la stagione dei concerti al chiuso; o per i cicchetti di Gix e i cocktail di Antonella; oppure, per scoprire finalmente cosa c’è nel “Tucano especial”, la bevanda preferita dal Tucano e responsabile delle sue ormai note acrobazie notturne; o per uno qualsiasi dei motivi e dei personaggi che anche questa stagione hanno reso speciali e indimenticabili le serate al Mamamu.

Oppure, potete venire per Gerardo. L’importante è esserci.

«Qual è la domanda che mi fanno più di frequente in assoluto? “Che fine ha fatto Mauro Repetto”. Anzi: “che fine ha fatto il biondino che ballava negli 883”». Parole di Max Pezzali.

Ebbene, indagando nei meandri della rete abbiamo cercato di dare una risposta a questo interrogativo. Una domanda che – ne siamo certi – tutti, almeno una volta nella vita, si sono posti. La realtà venuta a galla è una favola triste, la storia di un uomo che non ci ha pensato due volte ed ha gettato tutto al vento per inseguire il suo sogno.
Il risultato? Non un lieto fine, ma un bel finale.

Oggi, Mauro Repetto vive alle porte di Parigi, è sposato con la bella Josephine

Max Pezzali e Mauro Repetto

Max Pezzali e Mauro Repetto

, ha due figli e regala un sorriso a numerosi bambini provenienti da ogni parte del mondo.

Ma andiamo per gradi… Tutto nacque nei mitici anni ’80 a Pavia. Mauro, insieme al fraterno amico Max Pezzali, frequenta il liceo e passa interi pomeriggi al Bar Dante fantasticando sulle donne e parlando di musica. I due fondano un gruppo, “I pop”, e mandano un’audiocassetta al re Mida della musica italiana, Claudio Cecchetto.

Da quel momento inizia un’irresistibile ascesa: il gruppo cambia nome in 883 e “Hanno ucciso l’Uomo Ragno” (1992) diventa un indovinatissimo tormentone.

Dopo appena un anno esce un altro, altrettanto riuscito, album “Nord Sud Ovest Est”. Per i due amici sembra profilarsi all’orizzonte un futuro di successi e soddisfazioni.

Ma in Mauro c’è qualcosa che non va. Il “biondino” non si sente felice nel ruolo di comprimario. Scrivere canzoni lo soddisfa ma è sul palco che si vivono le emozioni forti, quelle vere. Lui non canta e non suona. Si esibisce in solitari e disordinati balletti che lo fanno diventare ben presto uno zimbello per imitatori e detrattori.

Gli serve solo una scusa. Un motivo per fuggire via. Il suo pass per la libertà si chiama Brandi, una bellissima modella che lo strega e lo spinge ad inseguire il suo folle, impossibile, sogno.

Di punto in bianco lascia l’Italia.

Vola in America per produrre un film e si affida ad un losco avvocato che, per la modica cifra di 20.000 dollari, gli promette di fornirgli l’aggancio con un produttore.

Non rivedrà mai più né quel legale, né Brandi ed il suo sogno cinematografico si spegnerà in una camera d’albergo.

Mauro, tuttavia, non si demoralizza: con l’aiuto di Cecchetto incide il disco “Zucchero filato nero” nel quale risalta la bella voce di Francesca Touré (poi vocalist dei Delta V).

L’album è il suo epitaffio musicale. Urla di dolore in “ma mi caghi”, poesia in “Nual”. «Ascoltate “Un grande si” o “Voglia di cosce e di sigarette”, inni sbagliati, sbilenchi, ubriachi, un uomo solo con la sua chitarra incerta e ancora ossessioni: figa, figa, figa, corpi che sfuggono, amarezza, assoluta mancanza di misura e senso del pudore». L’album è un flop e Repetto, dopo una breve parentesi in Italia, si trasferisce in Francia.

Dopo averci provato ancora col cinema (suo il cortometraggio “Point Mort”) abbandona definitivamente lo show business ed inizia a lavorare ad Eurodisney vestendo i panni di Pippo.

Sotto la maschera, i suoi balletti convulsi diventano finalmente apprezzati e divertenti. La palestra lo rende troppo muscoloso e presto anche i panni del cagnone disneyano gli vanno stretti. Oggi, Mauro impersona l’orso Baloo. Mille flash lo fotografano ma in pochi sanno che, sotto quell’ingombrante costume, c’é un uomo coraggioso. Il “biondino” che, per inseguire un sogno, ha rinunciato a soldi e fama.

Pezzi vari presi da blog in giro per la rete.

Ora una splendida esibizione del duo….

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